Valutazione dell’atleta: quali test fare?

La valutazione dell’atleta è un tassello fondamentale per capire se l’allenamento che sta facendo è corretto e sta andando nella direzione giusta.

Nel ciclismo ci sono diversi aspetti che concorrono alla prestazione finale; l’allenamento deve tenere conto degli aspetti coordinativo, condizionale (metabolico e neuromuscolare) e tattico.

Pertanto esistono anche i test che misurano i parametri correlati a tali elementi; tuttavia in genere ci si concentra solamente sull’aspetto condizionale metabolico tralasciando gli altri.

Questo perché per un ciclista, con gli strumenti attualmente a disposizione, è più facile misurare la frequenza cardiaca o la potenza, piuttosto che la coordinazione e le abilità tecniche.

Esistono diversi test che ormai sono entrati a far parte comunemente della valutazione degli atleti ed in particolare dei ciclisti.

Senza dilungarmi troppo sulle caratteristiche che deve avere un test per essere significativo, voglio solamente precisare che esso deve essere eseguito sempre nelle stesse condizioni (ambientali e di misurazione dei parametri), in periodi precisi della stagione agonistica (e quindi deve essere programmato) e deve misurare effettivamente i parametri che voglio misurare (es: il test incrementale non mi dà nessuna misura della potenza massima del ciclista).

I test, inoltre, si dividono poi in due tipologie: test da laboratorio e test da campo. Mentre i primi sono caratterizzati da una maggior standardizzazione e da un tasso di precisione maggiore, i secondi, permettono valutazioni più specifiche e aderenti alla realtà ma presentano condizioni più difficili di riproducibilità e di standardizzazione.

Vediamo ora i test più utilizzati in ambito prettamente ciclistico.

Test incrementale

Si tratta di un test utile a stabilire le intensità di allenamento dell’atleta dal punto di vista cardiaco e di espressione di potenza.

Il protocollo di questo test prevede di aumentare regolarmente e costantemente il wattaggio pedalando con una frequenza di pedalata intorno alle 90 rp, per una durata complessiva di 10’-15’.

Potenza massima e frequenza massima riscontrate nell’ultimo intervallo saranno utilizzate per stimare la soglia anaerobica e per stabilire le diverse zone di intensità di allenamento.

Test potenza/cadenza

Questo test è utilizzato per definire il rapporto tra potenza e cadenza di pedalata da cui è possibile ricavare diversi dati che riguardano l’espressione di forza del ciclista: cadenza alla quale viene erogata la massima potenza, l’andamento della potenza e della forza a varie RPM, personali ritmi d’allenamento per la forza.

Dopo un adeguato riscaldamento il protocollo prevede 5 prove massimali della durata di 5-8’’ con 3’ di recupero tra una prova e l’altra utilizzando diversi rapporti o diverse resistenze se si utilizza un cicloergometro isocinetico.

Test potenza/tempo

Si tratta di un test ad esaurimento, che esprime la massima potenza in un determinato lasso di tempo. Il protocollo prevede un minimo di 3 prove effettuate a intensità costante su distanze (o tempi) diverse.

I dati ricavati rappresentano la relazione tra potenza e tempo (ovvero per quanto tempo il ciclista riesce a mantenere una determinata potenza) divenendo così un interessante strumento di valutazione delle caratteristiche individuali e dello stato di forma dell’atleta.

Dal punto di vista pratico è necessario individuare tre distanze che coinvolgano primariamente i tre principali metabolismi energetici.

Pertanto un consiglio è di eseguire una prima della durata di 30”, una seconda della durata di 3-5’ ed una terza della durata di 20’; ogni prova deve essere preceduta da un recupero completo.

Dall’analisi delle varie prove è possibile individuare una curva che mette in relazione la massima potenza erogabile per diversi tempi.

Per approssimazione attraverso questo test è possibile ricavare la FTP ovvero la soglia funzionale sostenibile in uno sforzo ciclistico di 1h al massimo delle proprie possibilità.

Il test può essere seguito anche su strada se si dispone di un power meter.

Test Wingate 30’’

Il test wingate 30’’ consente invece di valutare la potenza anaerobica lattacida dell’atleta: la potenza di picco (espressione dei processi anaerobici alattacidi), la potenza media (intervento glicolisi anaerobica) ed il decremento finale rispetto al picco di potenza (resistenza alla forza veloce).

Il Protocollo prevede che il ciclista pedali per 30’’ alla massima intensità possibile contro una resistenza determinata attraverso il test potenza/cadenza.

Dott. Francesco Della Mattia

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