Molto spesso, i medici con i quali collaboro, mi inviano in studio pazienti che a seguito di attività sportive eseguite in modo “approssimativo” accusano CERVICALGIA. Tra i vari SPORT, senza dubbio le attività di fitness e ciclismo (soprattutto mountain-bike) sono le maggiormente implicate nel causare cervicalgia.

Cominciando col fitness, posso dire che i motivi principali che portano a questa sintomatologia sono essenzialmente due:

  • Esecuzione scorretta degli esercizi: Un esempio banale può essere quello riferito agli esercizi addominali. Molto spesso capita che eseguendo il movimento, il paziente, per la smania di fare, dimentichi alcuni basilari concetti come quello di mantenere un asse ideale tra il busto e la zona cervicale.Mi spiego meglio, ad un certo punto, svolgendo l’esercizio si comincia a flettere il capo in avanti per aiutarsi nel movimento e questo risulta sbagliato e dannoso, in quanto facendo lavorare il collo in malo modo si può andare incontro a fastidiosi infortuni.
  • Carichi eccessivi: L’uso di pesi eccessivi nell’esecuzione degli esercizi è una causa molto frequente di infortunio cervicale. L’atleta, idealmente deve essere sempre onesto con se stesso…tante problematiche vengono a galla proprio perché a volte si vuole andare oltre alle proprie capacità! E’ sempre meglio lavorare in modo graduale, senza esagerare, anche perché, tornando alla prima causa menzionata, se si usa un peso eccessivo rischio di eseguire l’esercizio in modo scorretto.

Nel ciclismo, e soprattutto chi pratica molto sterrato, anche qui, togliendo fattori traumatici come le cadute, le cause di infortunio della zona cervicale più frequenti sono:

  • Messa in sella approssimativa: E’ fondamentale, soprattutto tra coloro che praticano questo sport con regolarità, avere sempre un posizionamento in bici consono alle proprie caratteristiche per non gravare sull’aspetto posturale. Una regolazione sbagliata può portare ad un carico eccessivo nella zona delle spalle e del collo con conseguente dolore.
  • Microtraumi ripetuti: Soprattutto per coloro che soffrono già di problematiche cervicali, le continue vibrazioni date dal manubrio possono esacerbare la situazione già esistente.

Quali sono gli infortuni più comuni?

Si comincia dalle “banali” contratture, soprattutto a livello delle scapole, trapezi, scaleni o sternocleidomastoideo; per arrivare alle problematiche discali (bulging, protrusioni discali, ernie, che possono portare irradiazioni di dolore e formicolio a livello delle braccia e mani). Le problematiche discali sono un discorso più delicato in quanto molto spesso sono problemi già latenti nell’atleta che poi, a seguito dell’attività sportiva, si manifestano in maniera repentina e decisa!

Come si trattano questi problemi?

Gli approcci sono differenti e fanno sempre riferimento all’indicazione del medico specialista. Personalmente, essendo Osteopata, prediligo questo tipo di tecniche in quanto, essendo poco invasive ma estremamente efficaci, mi permettono di lavorare anche nelle fasi acute del problema, magari trattando distretti corporei “lontani dal problema” ma che hanno una fine connessione fasciale con esso come ad esempio il muscolo diaframma o la parte lombo-sacrale della colonna. Oltre a queste tecniche, sempre dietro prescrizione medica, si possono usare macchinari come la Tecar, Laser, Correnti Tens, per amplificare il lavoro svolto manualmente. Inoltre consiglio vivamente esercizi di stretching quotidiani per mantenere la muscolatura più rilassata possibile ai fini di prevenire e tenere sotto controllo questo tipo di problematica.

 

Dott. Massimo Raimondi Osteopata

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