Il sovraccarico funzionale nel Runner ed il rischio infortuni

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Il rischio di infortuni per il runner è molto spesso dietro l’angolo.

Infatti, sempre più di frequente atleti e amatori che svolgono la corsa come attività principale incorrono in infortuni, dolori o fastidi di varia natura.
Questo dato può sembrare strano, data la naturalezza del gesto motorio richiesto. Ma, per via dei continui impatti con il terreno che la corsa comporta, per i runner, i carichi da gestire e smaltire a livello muscolo- scheletrico risultano estremamente importanti.

Facendo un rapido calcolo, una persona di 70kg che corre con una frequenza di corsa di 180 passi al minuto, può arrivare a dover dissipare quasi 40 tonnellate al  minuto di sola forza verticale!
Risulta chiaro che l’insieme degli impatti con il terreno, se non adeguatamente distribuiti ed assorbiti, può comportare un enorme problema. Questa condizione si definisce “sovraccarico funzionale”.

Il sovraccarico funzionale si genera quando muscoli, articolazioni e le loro componenti connettivali (tendini, legamenti, fasce)  riducono la loro capacità di gestire e reagire agli stimoli esterni comportando degli scompensi posturali che spesso sono causa di infortuni, infiammazioni ecc.
Quando una struttura (es. un tendine) si trova in sovraccarico funzionale, anche un piccolo evento (es. un allenamento più intenso o un recupero non sufficiente) tenderà a far sviluppare rapidamente una condizione di disfunzione o infortunio.
I dati a supporto di questa tesi sono orma noti, e la percentuale di Runner che nel corso della loro “carriera” da corridori incappano in un infortunio da “stress ripetuti è elevatissima . In uno studio del 2007 (van Gent, et al.) si parla di percentuali che variano dal 20% all’80%.

Molti autori riportano che gli 7 infortuni principali sono:

  1. sindrome femoro-rotulea
  2. tendinite dell’achilleo
  3. contratture e lesione al bicipite femorale
  4. fascite plantare
  5. periostite
  6. sindrome della bandelletta ileo-tibiale
  7. fratture da stress (spesso a livello dei metatarsi).

Se da un lato risulta estremamente facile incappare in uno di questi infortuni, la stessa cosa non vale per il recupero della funzionalità e la scomparsa del dolore. In tutto il mondo dello sport di qualsiasi livello, si pone sempre più l’accento sull’importanza della prevenzione.
In questo senso, i consigli classici riportano l’importanza di un buon riscaldamento, l’utilità dello stretching, la necessità di un programma di allenamento adeguato e supervisionato da un esperto, una dieta corretta ed una attrezzatura (le scarpe nello specifico) adatte alle proprie caratteristiche.
In associazione a queste strategie, del tutto corrette ed importanti, è molto utile svolgere una analisi della propria postura e individuare le strutture e/o i distretti corporei che si trovano in una condizione di tensione eccessiva o restrizione di mobilità.

Queste analisi permettono di avere una visione chiara della propria condizione di sovraccarico e poter quindi intervenire con le attività più adeguate. In questo modo si allontanerà il rischio di infortuni permettendo al fisico di compensare al meglio i carichi derivanti dagli impatti sul terreno.

Dott. Mattia Roppolo, Osteopata Chinesiologo e Prep. Atletico

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