Glutammina

La glutammina (Gln) è un aminoacido presente prevalentemente a livello muscolare e plasmatico.

La glutammina riveste un ruolo specifico anche nei leucociti (essenziale per le funzioni del sistema immunitario) e nelle cellule in fase di attiva proliferazione (necessario per la sintesi dei nucleotidi).

Gli induttori della sua sintesi sono l’incremento di cortisolo, di glucagone e lo stimolo conseguente alla gluconeogenesi. L’aumento di glutammina in questo caso ha lo scopo di eliminare gli ioni ammonio che si formano quando gli aminoacidi sono convertiti in α-keto-acidi (deaminati) per essere convogliati nel ciclo dell’acido citrico per la produzione di ossalacetato e poi di glucosio. Questa infatti è un trasportatore non tossico di ammoniaca nel sangue, una volta a livello epatico l’ammonio è nuovamente staccato ed entra nel ciclo dell’urea per la detossificazione e l’escrezione.

È l’aminoacido sintetizzato maggiormente dal muscolo, e durante lo sforzo fisico la produzione è di circa 50 mmol/h.

Il possibile supporto ergogenico della glutammina sulla performance degli atleti, non è chiaro, ci sono pochi studi che ne stanno ancora investigando gli effetti sui modelli animali, mentre i lavori che riguardano le fluttuazioni plasmatiche di Gln negli atleti sono tutt’ora contradditori.

La maggior parte dei ricercatori ha evidenziato una diminuzione di glutammina plasmatica in seguito a sforzi intensi e prolungati, come ad esempio la maratona. In particolare lo studio di Parry-Billings ha rilevato che la concentrazione di glutammina passava da 592 µmol/L (pre-gara) a 495 µmol/L (dopo la maratona). Questo può essere spiegato dal fatto che l’esercizio intenso e prolungato produce picchi di cortisolo che induce a sua volta il catabolismo proteico, liberazione di glutammina e gluconeogenesi . Quando le riserve epatiche di glicogeno si esauriscono e la concentrazione di glucosio nel sangue comincia a diminuire, l’intervento del glucagone stimola la gluconeogenesi epatica, la disponibilità di glutammina plasmatica può essere fortemente ridotta.

Non ci sono ancora dati affidabili sulle supplementazioni di aminoacidi in generale nonché di proteina idrolizzata sugli atleti, tanto meno si sa quali possibili effetti collaterali possano generare, consumi elevati e prolungati di tali integratori.

Dott.ssa Faè Damiana Antonia Biologa Nutrizionista

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