reflusso gastroesofageo

 Si intende con questo termine il reflusso di materiale gastrico in esofago.

Il reflusso gastroesofageo è fisiologicamente ostacolato da alcuni meccanismi anatomici e funzionali, soprattutto lo SFINTERE ESOFAGEO INFERIORE e dalla presenza di un angolo acuto (angolo di HIS) a livello del passaggio tra l’esofago e lo stomaco.

CAUSE

  • INCONTINENZA DELLO SFINTERE CARDIALE NEL NEONATO: generalmente con spontanea risoluzione tra i 2-3 anni.
  • PRESENZA DI ERNIA IATALE: comporta una dislocazione dello stomaco o di una parte di questo nella cavità toracica attraverso lo iato esofageo del diaframma.
  • SFORZI FISICI: Possono determinare un eccessivo aumento della pressione endoaddominale, in particolare se sostenuti dopo un pasto abbondante, ricco di grassi che ritarda lo svuotamento gastrico, così come il cioccolato, il fumo, il caffè o certi farmaci (es: gli anticolinergici).

Questo è un disturbo che colpisce in particolare gli atleti del sollevamento pesi, triatleti, runners e ciclisti, con disturbi di varia intensità.

L’insorgenza è molto soggettiva e dipende da molti fattori tra cui una predisposizione intrinseca, ma i weightlifters sottopongono l’addome a forti contrazioni favorendo un aumento di pressione a livello gastrico, ecco perché in questi atleti il trattamento osteopatico può avere molto rilievo.

Nei runners il disturbo è causato soprattutto dal movimento a cui è sottoposto l’addome e di conseguenza il contenuto gastrico, inoltre dipende molto dal tipo di corsa e dalla velocità.

QUADRO CLINICO

Pirosi, sensazione di bruciore, prevalentemente retrosternale, che insorge di solito circa un’ora dopo i pasti soprattutto in presenza di ernia iatale, accentuate dal decubito, dall’esercizio fisico violento (es: sollevamento pesi) e dalla flessione del tronco in avanti.

Rigurgito può essere postprandiale e notturno.

Gli altri sintomi sono complicanze che possono sorgere come disfagia, anemia sideropenica e disturbi da compressione degli organi intratoracici, con crisi di tipo anginoso (da compressione cardiaca diretta o da riflessi viscero-viscerali) e crisi di dispnea (da compressione polmonare).

COMPLICANZE

Se il reflusso è sporadico, raramente provoca problemi significativi, invece, se si verifica un continuo contatto della mucosa esofagea con la secrezione acida dello stomaco, si sviluppa un quadro di esofagite peptica, che può evolvere in ulcera.

Lo stimolo irritativo può, condurre nel tempo ad una metaplasia dell’epitelio pavimentoso dell’esofago assumendo caratteristiche di un epitelio cilindrico colonnare e si parla più correttamente di esofago di Barret associato con particolare frequenza all’ulcera peptica e al carcinoma dell’esofago.


Leggi anche:

(seconda parte) L’atleta e il reflusso gastroesofageo, diagnosi e terapia

(terza parte) L’atleta e il reflusso gastroesofageo: Trattamento Osteopatico

(quarta parte) L’atleta e il reflusso gastroesofageo: Terapia nutrizionale

Dott. Massimo Raimondi Osteopata

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