Il concetto di multidisciplina nel ciclismo moderno si concretizza con una critica alla specializzazione, soprattutto se parliamo di ciclismo giovanile.

In questo sport le specialità sono diverse ed apparentemente molto distanti tra loro: pista, con le specialità di endurance e di velocità, individuali e di gruppo; strada, con le classiche gare di gruppo, in linea o a tappe, e le crono; fuoristrada, con mtb, ciclocross, box e trial; ciclismo indoor; ciclismo fixed.
Ora, è possibile tradurre la multidisciplina in varie sfaccettature, tutte atte ad ottenere uno sviluppo armonico della persona ed una crescita completa dal punto di vista atletico e sportivo, pur rimanendo all’interno di una famiglia di discipline.

Si possono proporre esercitazioni in diverse discipline (pluridisciplina), evidenziando gli aspetti complementari tra discipline di settori diversi (interdisciplina). Oppure si possono cogliere aspetti innovativi tali da rivoluzionare e rigenerare le competenze disciplinari e raggiungere nuovi livelli di prestazione utilizzando le varie discipline del ciclismo per stimolare tutte le capacità coordinative, condizionali e le abilità tecniche fondamentali per la crescita completa dei ragazzi (transdisciplina).

L’approccio moderno dell’allenamento giovanile è volto ad una formazione multidisciplinare. Rimanendo in ambito ciclistico ormai gli esempi sono tanti. Il tre volte campione del mondo su strada, Peter Sagan, è nato nel fuori strada praticando con successo fino alla categoria juniores (18 anni) cross country e ciclocross. Sir Bradley Wiggins ha vinto medaglie olimpiche e mondiali in tutte le specialità endurance della pista, si è trasformato in un ciclista da corse a tappe vincendo il Tour de France, ha vinto l’oro olimpico nella cronometro su strada ed è l’attuale detentore del record dell’ora su pista. Questi sono gli esempi più lampanti ma sono sempre di più gli atleti vincenti in una disciplina diversa da quella praticata a livello giovanile, e vincenti in diverse discipline: velocisti provenienti dalla bmx, corridori da classiche con background ciclocrossistico, ecc.

Ormai è chiaro che nel processo di formazione sportiva la purezza disciplinare è un’idea illusoria e deve essere sostituita con la riprogrammazione di ogni disciplina al di là del suo contenuto mono disciplinare, aprendosi allo scambio di metodologie e di tecniche.
Il tutto va di pari passo con il concetto che la vittoria nelle categorie giovanile non è il risultato della classifica a fine gara ma è un miglioramento, anche lento, nella proprie capacità prestative, indipendentemente dagli avversari.

 

Dott. Francesco Della Mattia

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