L’autoefficacia è la percezione delle nostre capacità.

Infatti l’autoefficacia percepita dall’atleta è la consapevolezza di saper fare.

Una delle proprietà principali della mente umana è quella di riflettere su sé stessi e sul comportamento messo in atto nella vita di tutti i giorni, traendo vantaggio dall’esperienza che viene accumulata nel corso del tempo.

Sulla base di ciò la persona esercita le proprie capacità di “autoregolazione”, orientando il proprio comportamento in vista di obiettivi desiderati e standard di realizzazione che ha personalmente designato.

Le convinzioni di autoefficacia rappresentano la massima espressione delle capacità di “autoriflessione”, “autoregolazione” e apprendimento dell’esperienza vissuta.

L’autoefficacia percepita, per primo influenza i processi decisionali verso le attività da intraprendere, infatti le persone, gli sportivi in fattispecie, sono generalmente più predisposti ad impegnarsi in attività che ritengono efficaci e tendono ad evitare quelli in cui percepiscono un fallimento.

Le percezioni relative alle proprie capacità sono talmente centrali che spesso le persone, gli sportivi evitano certi compiti o rinunciano a certe attività proprio perché si sentono incapaci ad affrontarle.

Una volta che si è deciso di intraprendere un’attività, le convinzioni di autoefficacia influenzano la definizione degli obiettivi, la perseveranza di fronte agli ostacoli e ai fallimenti.

Chi dubita della propria efficacia tende a secolare obiettivi poco sfidanti, anticipando scenari fallimentari sul proprio futuro in generale e da atleta.

Che fare? Fondamentale lavorare sul ripristino di un buon senso di efficacia, magari avvalendosi di professionisti (Mental Coach), che attraverso un percorso abbastanza breve aiutano gli atleti a riprendersi ciò che normalmente è solo smarrito, il senso di equilibrio della propria efficacia.

Dott. Paolo Negrini Mental Coach

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